L'argomento che tenteremo di affrontare questo
mese è il tema del ritorno, un tema sviluppato dai tanti scrittori della cosiddetta
"letteratura della migrazione". Qual è la caratteristica che
contraddistingue questo tipo di letteratura e che la differenzia dai percorsi
tematici tracciati dalla letteratura classica? Si possono, invece, individuare dei
tratti comuni?
Cercheremo di dare delle risposte attraverso la
lettura dei testi suggeriti nella bibliografia sottostante(*), tenendo presente
alcuni capisaldi fondamentali:
-
il lettore può percepire il tema del ritorno in modi
diversi, poiché potrebbe far parte della comunità di origine oppure di quella
di arrivo.
-
il ritorno può essere rappresentato in maniera diversa perché
diverse potrebbero essere la lingua e la storia delle due comunità.
-
colui che descrive il ritorno potrebbe appartenere alla
comunità da cui l’emigrato si è allontanato oppure utilizzare l’emigrato stesso
come soggetto narrante.
-
l’ambiente da cui si è partiti ha subìto dei
cambiamenti, così come ha subìto dei cambiamenti colui che si è allontanato.
La nostra epoca vede moltissimi spostamenti di
persone da un popolo all’altro, da una terra all’altra; ma cosa prova colui che
dopo molti anni ritorna nella sua terra?
Buona lettura!
L'ignoranza, Miland Kundera
Trilogia della città di K., Agota Kristof
Lo sposo importato, Abraham Cahan
Il lamento di Portnoy, Philip Roth
La scatola nera, Amos Oz
Il lutto si addice ad Elettra, Eugene O'Neill
Il colonnello Chabert, Balzac
Tamburi nella notte, Bertolt Brecht
Arcipelago Gulag, Aleksandr Solzenicyn
La notte, Elie Wiesel
Il grande viaggio, Jorge Semprun
Austerlitz, Sebald
Vedi alla voce: Amore, David Grossman
Immigrato, Salah Methnani
(*) In questo elenco non compaiono gli scrittori che abbiamo letto a scuola.
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