SABATO 18 GIUGNO ALLE 9,30
presso la biblioteca di Collegno
affronteremo il tema del doppio. Il termine indica una vasta area tematica che ruota attorno alla messa in crisi dell’identità di un personaggio attraverso l’incontro con un altro identico a sé.
Sebbene questa tematica sia fondamentalmente legata alla cultura otto-novecentesca, in realtà le sue radici sono da ricercare nell’antichità. Dopo il Ka dell’antico Egitto e l’epopea assiria di Gilgameš, il doppio compare nell’Iliade di Omero[1], nelle Baccanti di Euripide[2] e nell’Anfitrione di Plauto, dove vengono già tracciati quei topoi della tradizione letteraria successiva del doppio, quali: crisi di identità, perdita della razionalità associata a follia, ubriachezza, sogno, frammentazione del corpo e motivo parallelo dello specchio.
Con la Rivoluzione industriale il doppio diventa uno dei temi presenti nell’universo fantastico; sono molti gli autori del panorama tedesco che, a cavallo tra Sette e Ottocento, affrontano il tema del doppio: da Goethe a Novalis, da Tieck a Chamisso e Clemens Brentano, da Achim von Arnim a Heinrich Heine. Ma sarà con l’opera di Hoffmann, Gli elisir del diavolo, che il tema verrà notevolmente esasperato.
Sempre incisiva, ma meno capillare, è la presenza del doppio nel panorama letterario francese; “la superstizione proveniente dalla Germania” – come l’ha definita Balzac – compare nella poesia di De Musset, nei racconti fantastici di Nerval e Gautier, nell’opera di Maupassant (Lui, del 1883) dove lo sdoppiamento viene interiorizzato e reso implicito, e nell’opera di Gide, che riprenderà un romanzo della cultura popolare scozzese, le Memorie private e le Confessioni di un peccatore eletto di James Hogg (1824).
Non va tralasciata, inoltre, l’influenza dell’opera di Edgard Allan Poe, particolarmente ossessionato dal tema parallelo della reincarnazione, e dall’opera di Dostoevskij Il Sosia.
Il Novecento vede la nascita di due grandi novità che rivoluzionano tutta la cultura, il cinema e la psicanalisi, che si appropriano subito del tema del doppio: il primo cominciando con un capolavoro espressionista di Stellan Rye, Lo studente di Praga (1913) e la seconda con i lavori di Otto Rank e Sigmund Freud. È su questi presupposti che la letteratura del Novecento imbocca la strada del metalinguaggio; basti pensare a Nabokov (Disperazione, 1938), a Pier Paolo Pasolini con la rilettura allegorica del doppio legata all’analisi politica del neocapitalismo in Petrolio, a Stephen King con La metà oscura, all’incontro con il proprio io passato e futuro nell’opera di Borges, l’altro e 25 agosto 1983, alla versione surrealista di Cortázar (Lontana, 1964), e alla versione molto personale di Saramago con L’uomo duplicato.
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Questa breve presentazione del tema, consapevolmente poco esaustiva, vuole fornire un’idea del tipo di argomentazione affrontata attraverso alcune letture. Per un maggiore approfondimento personale, si segnalano i seguenti testi:
- AA.VV., Il doppio nell’Ottocento letterario europeo, «il confronto
letterario» 8 (1991)
- Bettini M., (a cura di), La maschera il doppio e il ritratto, Bari 1991
- Dolfi, A. (a cura di), Identità alterità doppio nella letteratura moderna,
Roma 2001
- Rousset, J., La letteratura dell’età barocca in Francia (1981), Bologna
1987
- LETTURE CONSIGLIATE -
Ovidio, Metamorfosi
James Hogg, Confessioni di un peccatore impeccabile
Robert Louis Stevenson, Lo stano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde
Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray
Italo Calvino, Il visconte dimezzato
Orhan Pamuk, Il castello bianco
Guido Davico Bonino, Io e l’altro. Racconti fantastici sul doppio
Fëdor Michajlovič Dostoevskji, Il sosia
Pietro Chiara, Il cappotto di Astrakam
Carlo Goldoni, I due gemelli veneziani
Stephen King, La metà oscura
José Saramago, L’uomo duplicato
Sebbene questa tematica sia fondamentalmente legata alla cultura otto-novecentesca, in realtà le sue radici sono da ricercare nell’antichità. Dopo il Ka dell’antico Egitto e l’epopea assiria di Gilgameš, il doppio compare nell’Iliade di Omero[1], nelle Baccanti di Euripide[2] e nell’Anfitrione di Plauto, dove vengono già tracciati quei topoi della tradizione letteraria successiva del doppio, quali: crisi di identità, perdita della razionalità associata a follia, ubriachezza, sogno, frammentazione del corpo e motivo parallelo dello specchio.
Con la Rivoluzione industriale il doppio diventa uno dei temi presenti nell’universo fantastico; sono molti gli autori del panorama tedesco che, a cavallo tra Sette e Ottocento, affrontano il tema del doppio: da Goethe a Novalis, da Tieck a Chamisso e Clemens Brentano, da Achim von Arnim a Heinrich Heine. Ma sarà con l’opera di Hoffmann, Gli elisir del diavolo, che il tema verrà notevolmente esasperato.
Sempre incisiva, ma meno capillare, è la presenza del doppio nel panorama letterario francese; “la superstizione proveniente dalla Germania” – come l’ha definita Balzac – compare nella poesia di De Musset, nei racconti fantastici di Nerval e Gautier, nell’opera di Maupassant (Lui, del 1883) dove lo sdoppiamento viene interiorizzato e reso implicito, e nell’opera di Gide, che riprenderà un romanzo della cultura popolare scozzese, le Memorie private e le Confessioni di un peccatore eletto di James Hogg (1824).
Non va tralasciata, inoltre, l’influenza dell’opera di Edgard Allan Poe, particolarmente ossessionato dal tema parallelo della reincarnazione, e dall’opera di Dostoevskij Il Sosia.
Il Novecento vede la nascita di due grandi novità che rivoluzionano tutta la cultura, il cinema e la psicanalisi, che si appropriano subito del tema del doppio: il primo cominciando con un capolavoro espressionista di Stellan Rye, Lo studente di Praga (1913) e la seconda con i lavori di Otto Rank e Sigmund Freud. È su questi presupposti che la letteratura del Novecento imbocca la strada del metalinguaggio; basti pensare a Nabokov (Disperazione, 1938), a Pier Paolo Pasolini con la rilettura allegorica del doppio legata all’analisi politica del neocapitalismo in Petrolio, a Stephen King con La metà oscura, all’incontro con il proprio io passato e futuro nell’opera di Borges, l’altro e 25 agosto 1983, alla versione surrealista di Cortázar (Lontana, 1964), e alla versione molto personale di Saramago con L’uomo duplicato.
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Questa breve presentazione del tema, consapevolmente poco esaustiva, vuole fornire un’idea del tipo di argomentazione affrontata attraverso alcune letture. Per un maggiore approfondimento personale, si segnalano i seguenti testi:
- AA.VV., Il doppio nell’Ottocento letterario europeo, «il confronto
letterario» 8 (1991)
- Bettini M., (a cura di), La maschera il doppio e il ritratto, Bari 1991
- Dolfi, A. (a cura di), Identità alterità doppio nella letteratura moderna,
Roma 2001
- Rousset, J., La letteratura dell’età barocca in Francia (1981), Bologna
1987
- LETTURE CONSIGLIATE -
Ovidio, Metamorfosi
James Hogg, Confessioni di un peccatore impeccabile
Robert Louis Stevenson, Lo stano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde
Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray
Italo Calvino, Il visconte dimezzato
Orhan Pamuk, Il castello bianco
Guido Davico Bonino, Io e l’altro. Racconti fantastici sul doppio
Fëdor Michajlovič Dostoevskji, Il sosia
Pietro Chiara, Il cappotto di Astrakam
Carlo Goldoni, I due gemelli veneziani
Stephen King, La metà oscura
José Saramago, L’uomo duplicato
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