come da accordi presi durante l'ultimo incontro, il 31 marzo affronteremo il tema del lago nella letteratura. Vi riporto, di seguito, lo stralcio di un articolo molto interessante di Sabrina Pelissetti:
Il tema del lago da sempre affascina viaggiatori e appassionati di botanica, letteratura, arte. Assunto come oggetto di studio nella trattatistica dedicata al giardino e al paesaggio tra XVIII e XIX secolo, e successivamente nei manuali specialistici delle varie discipline che se ne sono occupate più o meno direttamente, esso è stato inoltre uno dei soggetti prediletti da letterati e artisti che hanno registrato, in diari di viaggio o su taccuini di schizzi e supporti pittorici, le loro impressioni di fronte al paesaggio naturale e antropizzato.
Per saperne di più clicca sul sito
http://www.regione.piemonte.it/parchi/ppweb/rivista/speciali/giardinilago/icone.htm
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Breve bibliografia sull’argomento:
*Krasinski Zygmunt, Prealba e il figlio delle ombre
*Goethe, Viaggio in Italia
*Goethe, Le affinità elettrive
*George Sand, Lo stagno del diavolo
*Woods Stuart, In fondo al lago
*Chandler Raymond, La signora nel lago
*Baltaro Gianna, L’altra riva del lago. Un’inchiesta del commissario Martini
sul lago Maggiore
*Fogazzaro Antonio, Malombra
*Fogazzaro Antonio, Leila
*Pivert de Senancour Etienne, Oberman
*Binchy Maeve, Il lago di cristallo
*Donnelly Jennifer, Una voce dal lago
*Doctorow E., Il lago delle strolaghe
*O’ Brien Tim, Il mistero del lago
*Vigevano Alberto, Estate al lago
*Vitali Andrea, Il segreto di Ortelia
* - , La modista
* - , Olive comprese
* - , Dopo lunga e ponosa malattia
* - , Il procuratore
* - , Una finestra vista lago
* - , La signorina Tecla Manzi
* - , Un amore di zitella
* - , La figlia del podestà
Mancinelli Laura, La musica dell'isola
Kanceff Emanuele, Goethe-Standhal: mito e immagine del lago tra
Settecento e Ottocento
Agosti Stefano, Il lago di Montale
Rousseau J.J., Le fantasticherie del passeggiatore solitario
Calvano Teresa, Viaggio nel pittoresco: il giardino inglese tra arte e natura
AA.VV., Il giardino e il lago. Specchi d’acqua fra illusione e realtà.
Conoscenza e valorizzazione del paesaggio lacustre in Italia e in Europa.
Motta Simeone Cesare, Liszt viaggiatore europeo: il soggiorno svizzero e italiano di Franz Liszt e Marie d’Agoult 1835-1839.
* I titoli contrassegnati dall’asterisco sono posseduti dalla biblioteca di Collegno
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Un momento di poesia suggerito da Bruna:
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William Butler Yeats - The Lake Isle of Innisfree
I will arise and go now, and go to Innisfree,
And a small cabin build there, of clay and wattles made:
Nine bean-rows will I have there, a hive for the honeybee,
And live alone in the bee-loud glade.
And I shall have some peace there, for peace comes dropping slow,
Dropping from the wheels of the morning to where the cricket sings;
There midnight’s all a glimmer, and noon a purple glow,
And evening full of the linnet’s wings.
I will arise and go now, for always night and day
I hear lake water lapping with low sounds by the shore;
While I stand on the roadway, or on the pavement grey,
I hear it in the deep heart’s core.
L’isola del lago di Innisfree
Io voglio alzarmi ora, e voglio andare, andare ad Innisfree
E costruire là una capannuccia fatta d’argilla e vimini:
nove filari e fave voglio averci, e un alveare,
e vivere da solo nella radura dove ronza l’ape.
E un po’ di pace avrò, chè pace viene lenta
Fluendo stilla a stilla dai veli del mattino, dove i grilli cantano;
e mezzanotte è tutta un luccicare, ed il meriggio brilla
come di porpora, e l’ali dei fanelli ricolmano la sera.
Io voglio alzarmi ora, e voglio andare, perché la notte e il giorno
Odo l’acqua del lago sciabordare presso la riva di un suono lieve;
e mentre mi soffermo per la strada, sui marciapiedi grigi,
nell’intimo del cuore ecco la sento.
(Traduzione tratta dalle poesie di Yeats, Edizione Mondadori, a cura di Roberto Sanesi)
I will arise and go now, and go to Innisfree,
And a small cabin build there, of clay and wattles made:
Nine bean-rows will I have there, a hive for the honeybee,
And live alone in the bee-loud glade.
And I shall have some peace there, for peace comes dropping slow,
Dropping from the wheels of the morning to where the cricket sings;
There midnight’s all a glimmer, and noon a purple glow,
And evening full of the linnet’s wings.
I will arise and go now, for always night and day
I hear lake water lapping with low sounds by the shore;
While I stand on the roadway, or on the pavement grey,
I hear it in the deep heart’s core.
L’isola del lago di Innisfree
Io voglio alzarmi ora, e voglio andare, andare ad Innisfree
E costruire là una capannuccia fatta d’argilla e vimini:
nove filari e fave voglio averci, e un alveare,
e vivere da solo nella radura dove ronza l’ape.
E un po’ di pace avrò, chè pace viene lenta
Fluendo stilla a stilla dai veli del mattino, dove i grilli cantano;
e mezzanotte è tutta un luccicare, ed il meriggio brilla
come di porpora, e l’ali dei fanelli ricolmano la sera.
Io voglio alzarmi ora, e voglio andare, perché la notte e il giorno
Odo l’acqua del lago sciabordare presso la riva di un suono lieve;
e mentre mi soffermo per la strada, sui marciapiedi grigi,
nell’intimo del cuore ecco la sento.
(Traduzione tratta dalle poesie di Yeats, Edizione Mondadori, a cura di Roberto Sanesi)
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Lamartine, Le lac
Ainsi, toujours poussés vers de nouveaux rivages,
Dans la nuit éternelle emportés sans retour,
Ne pourrons-nous jamais sur l'océan des âges
Jeter l'ancre un seul jour ?
Ô lac ! l'année à peine a fini sa carrière,
Et près des flots chéris qu'elle devait revoir,
Regarde ! je viens seul m'asseoir sur cette pierre
Où tu la vis s'asseoir !
Tu mugissais ainsi sous ces roches profondes ;
Ainsi tu te brisais sur leurs flancs déchirés ;
Ainsi le vent jetait l'écume de tes ondes
Sur ses pieds adorés.
Un soir, t'en souvient-il ? nous voguions en silence ;
On n'entendait au loin, sur l'onde et sous les cieux,
Que le bruit des rameurs qui frappaient en cadence
Tes flots harmonieux.
Tout à coup des accents inconnus à la terre
Du rivage charmé frappèrent les échos,
Le flot fut attentif, et la voix qui m'est chère
Laissa tomber ces mots :
« Ô temps, suspends ton vol ! et vous, heures propices,
Suspendez votre cours !
Laissez-nous savourer les rapides délices
Des plus beaux de nos jours !
« Assez de malheureux ici-bas vous implorent ;
Coulez, coulez pour eux ;
Prenez avec leurs jours les soins qui les dévorent ;
Oubliez les heureux.
« Mais je demande en vain quelques moments encore,
Le temps m'échappe et fuit ;
Je dis à cette nuit : « Sois plus lente » ; et l'aurore
Va dissiper la nuit.
« Aimons donc, aimons donc ! de l'heure fugitive,
Hâtons-nous, jouissons !
L'homme n'a point de port, le temps n'a point de rive ;
Il coule, et nous passons ! »
Temps jaloux, se peut-il que ces moments d'ivresse,
Où l'amour à longs flots nous verse le bonheur,
S'envolent loin de nous de la même vitesse
Que les jours de malheur ?
Hé quoi ! n'en pourrons-nous fixer au moins la trace ?
Quoi ! passés pour jamais ? quoi ! tout entiers perdus ?
Ce temps qui les donna, ce temps qui les efface,
Ne nous les rendra plus ?
Éternité, néant, passé, sombres abîmes,
Que faites-vous des jours que vous engloutissez ?
Parlez : nous rendrez vous ces extases sublimes
Que vous nous ravissez ?
Ô lac ! rochers muets ! grottes ! forêt obscure !
Vous que le temps épargne ou qu'il peut rajeunir,
Gardez de cette nuit, gardez, belle nature,
Au moins le souvenir !
Qu'il soit dans ton repos, qu'il soit dans tes orages,
Beau lac, et dans l'aspect de tes riants coteaux,
Et dans ces noirs sapins, et dans ces rocs sauvages
Qui pendent sur tes eaux !
Qu'il soit dans le zéphyr qui frémit et qui passe,
Dans les bruits de tes bords par tes bords répétés,
Dans l'astre au front d'argent qui blanchit ta surface
De ses molles clartés !
Que le vent qui gémit, le roseau qui soupire,
Que les parfums légers de ton air embaumé,
Que tout ce qu'on entend, l'on voit et l'on respire,
Tout dise : « Ils ont aimé ! »
.
traduzione
..
Il lago
Così, sempre spinti verso nuove rive,
Nella notte eterna portati via senza ritorno,
Non potremo mai sull'oceano delle età
Gettare l'ancora un solo giorno?
O lago! l'anno appena ha finito il suo corso,
E presso i flutti amati che lei doveva rivedere,
Osserva! vengo solo a sedermi su questa pietra
Dove la vidi sedersi!
Muggivi così sotto queste rocce profonde;
Così ti rompevi sui loro lati strappati;
Così il vento gettava la schiuma delle tue onde
Sui suoi piedi adorati.
Una sera, ti ricordi? navigavamo in silenzio;
Non si udiva da lontano, sull'onda e sotto i cieli,
Che il rumore dei rematori che colpivano con ritmo
Le tue onde armoniose.
Improvvisamente accenti sconosciuti alla terra
Dalla riva incantata colpirono gli echi,
I flutti furono attenti, e la voce che mi è cara
Lasciò cadere queste parole
"O tempo, sospendi il tuo volo!" e voi, ore propizie,
Sospendete il vostro corso!
Lascia gradire le delizie rapide
le più belle del giorno d'oggi!
"Gli infelici ti implorano;"
Fluisci,fluisci per loro;
Prenditi le cure che divorano i loro giorni ;
Dimentica i felici.
"Ma chiedo invano alcuni momenti ancora,"
Il tempo fugge;
Dico a questa notte: "sii più lenta"; e l'alba
Dissiperà la notte.
"Amiamo dunque, amiamo dunque!" dell'ore fuggitive,
Acceleriamo, usufruiamo!
L'uomo non ha affatto porti, il tempo non ha affatto rive;
Fluisci, e passiamo!
Tempo geloso, può darsi che questi momenti d'ebbrezza,
Dove l'amore a lunghe onde ci versa la felicità,
volino lontano da noi con la stessa velocità
dei giorni di disgrazia?
Che cosa! non ne potremo fissare almeno la traccia?
Ciò che! passati per mai? cosa! tutto è perduto?
Questo tempo che ce li diede, questo tempo che li cancella,
Ce li renderà più?
Eternità, nulla, passato, abissi scuri,
In cosa avete trasformato i giorni che assorbite?
Parlate: ci renderete queste estasi sublimi
Cosa ci rapite?
O lago! rocce mute! grotte! foresta oscura!
Voi che il tempo salva o che può rinnovare,
Conservate di questa notte, conservate, bella natura,
Almeno la memoria!
Che sia nel tuo riposo, che sia nelle tue tempeste,
Bel lago, e nell'aspetto delle tue pendenze ridenti,
Ed in quest'abeti neri, ed in queste rocce selvagge
Chi pendono sulle tue acque!
Che sia nello zefiro che freme e che passa,
Nei rumori dei tuoi bordi e dai tuoi bordi ripetuti,
Nell'astro dalla fronte d'argento che sbianca la tua superficie
Dal suo chiarore morbido!
Che il vento che geme, la canna che sospira,
Che i profumi leggeri della vostra aria odorosa,
Che tutto ciò che si sente, si vede e si respira,
Tutto dica: "Hanno amato!"
Il lago
Così, sempre spinti verso nuove rive,
Nella notte eterna portati via senza ritorno,
Non potremo mai sull'oceano delle età
Gettare l'ancora un solo giorno?
O lago! l'anno appena ha finito il suo corso,
E presso i flutti amati che lei doveva rivedere,
Osserva! vengo solo a sedermi su questa pietra
Dove la vidi sedersi!
Muggivi così sotto queste rocce profonde;
Così ti rompevi sui loro lati strappati;
Così il vento gettava la schiuma delle tue onde
Sui suoi piedi adorati.
Una sera, ti ricordi? navigavamo in silenzio;
Non si udiva da lontano, sull'onda e sotto i cieli,
Che il rumore dei rematori che colpivano con ritmo
Le tue onde armoniose.
Improvvisamente accenti sconosciuti alla terra
Dalla riva incantata colpirono gli echi,
I flutti furono attenti, e la voce che mi è cara
Lasciò cadere queste parole
"O tempo, sospendi il tuo volo!" e voi, ore propizie,
Sospendete il vostro corso!
Lascia gradire le delizie rapide
le più belle del giorno d'oggi!
"Gli infelici ti implorano;"
Fluisci,fluisci per loro;
Prenditi le cure che divorano i loro giorni ;
Dimentica i felici.
"Ma chiedo invano alcuni momenti ancora,"
Il tempo fugge;
Dico a questa notte: "sii più lenta"; e l'alba
Dissiperà la notte.
"Amiamo dunque, amiamo dunque!" dell'ore fuggitive,
Acceleriamo, usufruiamo!
L'uomo non ha affatto porti, il tempo non ha affatto rive;
Fluisci, e passiamo!
Tempo geloso, può darsi che questi momenti d'ebbrezza,
Dove l'amore a lunghe onde ci versa la felicità,
volino lontano da noi con la stessa velocità
dei giorni di disgrazia?
Che cosa! non ne potremo fissare almeno la traccia?
Ciò che! passati per mai? cosa! tutto è perduto?
Questo tempo che ce li diede, questo tempo che li cancella,
Ce li renderà più?
Eternità, nulla, passato, abissi scuri,
In cosa avete trasformato i giorni che assorbite?
Parlate: ci renderete queste estasi sublimi
Cosa ci rapite?
O lago! rocce mute! grotte! foresta oscura!
Voi che il tempo salva o che può rinnovare,
Conservate di questa notte, conservate, bella natura,
Almeno la memoria!
Che sia nel tuo riposo, che sia nelle tue tempeste,
Bel lago, e nell'aspetto delle tue pendenze ridenti,
Ed in quest'abeti neri, ed in queste rocce selvagge
Chi pendono sulle tue acque!
Che sia nello zefiro che freme e che passa,
Nei rumori dei tuoi bordi e dai tuoi bordi ripetuti,
Nell'astro dalla fronte d'argento che sbianca la tua superficie
Dal suo chiarore morbido!
Che il vento che geme, la canna che sospira,
Che i profumi leggeri della vostra aria odorosa,
Che tutto ciò che si sente, si vede e si respira,
Tutto dica: "Hanno amato!"
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